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domenica 18 dicembre 2011

martedì 13 dicembre 2011

Il rosso prima del nero

lunedì, 16 maggio 2011

Il rosso prima del nero

Minneapolis 11 maggio 2011

Il cielo di Minneapolis prima di essere oscurato dalla nuvola nera.

come un tornado

mercoledì, 11 maggio 2011

come un tornado
una sola immensa nuvola nera

immensa nuvola nera su Minneapolis

immensa nuvola nera su Minneapolis

avvolge Minneapolis

 
Nessun tornado per fortuna, ma la storia meteorologica degli Stati Uniti giustifica la paura. Coraggio, dolcetta, vedo che ti tremavano le mani, ma ti ringrazio di farmi partecipare così agli eventi della tua vita. E tu sai che sono affascinata dalle nuvole, ma questa enorme nuvola che occupa tutto il cielo visibile è spaventosa con tutto quello schiacciante peso nero.

nuvole

lunedì, 09 maggio 2011

nuvole

Nuvole in Minnesota

in Minnesota

nuvole

nuvole

Nuovle in Minnesota_Maggio 2011

in Minnesota

domenica 11 dicembre 2011

La lontananza delle nuvole

La lontananza delle nuvole
cielo rosato

Immagine 217
.
      Assomiglia la presenza lontana delle nuvole alle lontananze senza rimedio. Le forme mutevoli come la luce, la rincorsa nel cielo. Vano ogni inseguimento. Quando muore una persona amata, il tempo si blocca su quell'istante, e nello scorrere dei giorni non bastano i ricordi a sanare la nostalgia. 

     Assomigliano alle nuvole le rondini e i ricordi. I ricordi che "sgorgano l'uno dall'altro" come racconta Mario Luzi.

    Essere rondine   
                      Sgorgano
l'una dall'altra
esse, traboccano
fuori dal loro primo caldo gruppo, l' una
dopo l' altra, disfano
le loro rapide pattuglie
sbandando sotto la loro impavida veemenza
                 ed eccole si lanciano,
                 nero zampillo ricadente,
                 su, alte nell' aria, ma poco -
                                                          è solo
                 un primo assaggio
                 quello, un primo guizzo
                 di compressa fiamma
poi allungano
ciascuna più in alto - ciascuna
più, vorrebbe - il loro getto
ma non oltre il perimetro
del loro aereo campo,
non oltre il dominio della loro forza

               e toccato quel limite rientrano
               planando ad alta quota,
               impetuosamente si rituffano
               nella conca di quella
                                             inesauribile fontana.

                                             C'è pena
 o c'è felicità in quel fervere
o in quell' affannarsi?
                                             che c'è in quel vorticare
della vita dentro i suoi recinti?
                                            Sono libere
quelle anime
                  ma libere di muoversi
a un ritmo segnato...
                               che dice la molle ricaduta
che cosa la razzante ascesa
                  e la frenetica frecciata -
                                                      si occulta spesso,
                                                      talora si lascia leggere
                                                      un pensiero
                                                                  scritto in ogni parte
                                                      in ogni parte operante.
                                                                           Lo esprimono
forse esse, lo gridano con strazio ed ebrietà,
ne infuriano-
è questo il loro essere rondini,
in quella irrequietudine è la loro pace.

Mario Luzi


Mario Luzi, Tutte le poesie, Garzanti, pagg. 646-647
 

La libertà delle nuvole

lunedì, 09 febbraio 2009

La libertà delle nuvole

tra rosa e celeste


Immagine 237

sabato 10 dicembre 2011

Nuvole

venerdì, 18 gennaio 2008

Nuvole


Nuvole piccole bianche leggere. Mi rendono consapevole della profondità impalpabile del cielo e della opaca realtà della terra. Fluttuo tra i ricordi di quando ero bambina, incapace di rimanere nel presente. Passano di forma in forma le nuvole come soffi di sogno o trascolorare di pensieri. Nuvole.
*
Infanzia

Si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che così si persero,
quei lunghi pomeriggi dell’infanzia
che mai tornarono uguali – e perché?

Dura il ricordo-: forse in una pioggia,
ma non sappiamo ritrovarne il senso;
mai fu la nostra vita così piena
di incontri, di arrivederci, di transiti

come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale:
vivevamo la loro come una sorte umana
ed eravamo fino all’orlo colmi di figure.

Eravamo come pastori immersi
in tanta solitudine e immense distanze,
e da lontano ci chiamavano e sfioravano,
e lentamente fummo – un lungo, nuovo filo –
immessi in quella catena di immagini
in cui duriamo e ora durare ci confonde.

Rainer Maria Rilke

Tra i doni della amica Blue, timelineofblue , la poesia di Rilke.

Nuvole a Venezia

giovedì, 17 gennaio 2008

Nuvole a Venezia






venerdì 9 dicembre 2011

LA NUVOLA

martedì, 19 giugno 2007

LA NUVOLA
di Percy Bysshe Shelley






Io porto freschi scrosci per i fiori assetati,
   dai mari e le correnti,
porgo ombra lieve alle foglie adagiate
   nei loro sogni meridiani.
Dalle mie ali goccia la rugiada che ridesta                5
   ogni dolce bocciolo,
quando è cullato sul grembo di sua madre,
   che danza intorno al Sole.
Roteo un flagello di sferzante grandine
   e imbianco i verdi prati,                                      10
e poi di nuovo la dissolvo in pioggia,
   e rido, tuono e passo.
Vaglio la neve sopra i monti in basso,
   e i grandi pini gemono spauriti:
e tutta notte è il mio bianco guanciale,                     15
   mentre io dormo in braccio alla bufera.
Sublime sulle torri dei miei aerei pergolati,
   lampeggiando il mio pilota siede;
in una grotta sotto è incatenato il tuono,
   urla e spasmodico si torce;                                   20
sopra la Terra e il Mare, dolcemente,
   questo pilota mi conduce,
attratto dall'amore dei genii che si muovono
   nelle profondità del mare viola;
sopra i torrenti, sulle rupi e i colli,                             25
   sopra i laghi e le pianure,
dovunque sogni, sotto una montagna o un fiume,
   lo Spirito che egli ama indugia;
e mentre io mi crogiolo nel sorriso del Cielo,
   egli si dissolve in pioggia.                                       30
L'Aurora rosso sangue, coi suoi occhi di meteora,
   e le sue penne ardenti dispiegate,
balza in groppa al mio nembo veleggiante,
   quando la stella del mattino splende morta;
come sul dente di una rupe montagnosa,                    35
   che un terremoto fa oscillare,
un'aquila posata può un attimo fermarsi nella luce
   delle sue ali d'oro.
Quando il Tramonto esala, dal Mare sotto illuminato,
   i suoi ardori di riposo e amore,                                40
e il vermiglio manto della sera cade
   dalla profondità del Cielo,
con le ali chiuse, sul mio aereo nido, immobile
   come una colomba che cova.
Quella sferica vergine, di bianco fuoco carica,             45
   che Luna chiamano i mortali,
scivola scintillando sul mio lanoso piano,
   dalle brezze di mezzanotte sparso;
e ovunque il battito dei suoi piedi invisibili,
   che solo gli angeli odono,                                         50
abbia strappato il fine tetto della mia tenda, stelle
   le spuntan dietro, e occhieggiano;
e io rido nel vederle sfrecciare e vorticare,
   come uno sciame di api d'oro,
quando allargo lo strappo della mia tenda di vento,       55
   finché i calmi fiumi, i laghi e i mari,
come lembi di cielo caduti dall'alto attraverso di me,
   sono coperti dalla luna e dalle stelle.

Io stringo il trono del Sole in una cinta ardente
   e quello della Luna in un laccio di perle;                     60
i vulcani s'oscurano, e le stelle ruotano e nuotano
   quando i turbini il mio stendardo spiegano.
Da un promontorio all'altro, come l'arco di un ponte
   su un mare turbolento, non lasciando
che i raggi del sole mi attraversino, resto sospesa come un tetto -  65
   che i monti siano i suoi pilastri!
E l'arco di trionfo, sotto il quale io marcio
   con uragano, fuoco e neve,
quando i Poteri dell'Aria sono incatenati al mio seggio,
   è l'Arco di milioni di colori;                                           70
in alto la sfera di fuoco tesseva le sue molli tinte
   mentre l'umida Terra di sotto rideva.

Io sono la figlia della Terra e dell'Acqua,
   la pupilla del Cielo;
passo attraverso i pori del mare e delle rive; mi trasformo, 75
   ma non posso morire -
giacché dopo la pioggia, quando senza una macchia
   il padiglione del Cielo è nudo,
e i venti e il sole, coi suoi raggi dai convessi bagliori,
   fanno l'azzurra cupola dell'Aria -                                     80
io silenziosamente rido del mio cenotafio,
   e dalle grotte della pioggia,
come un bimbo dal grembo, come uno spettro dalla tomba,
   risorgo, e lo ridisfo ancora.

Si dispiega nelle figure del divenire e nelle immagini della mente questo monologo della nuvola, che racconta i cicli della natura e il continuo farsi e disfarsi della vita.


da Shelley,
Opere, Einaudi Gallimard, pagg. 625-629

giovedì 8 dicembre 2011

Nuvole Bianche

venerdì, 18 maggio 2007

Nuvole Bianche
 
 




LE NUVOLE

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell'airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con un rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vengono
vanno
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte e si mettono lì
tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia

F.De Andrè

Anima

martedì, 08 maggio 2007
 
 
Anima Mundi
 

albero caraibico


Lo sguardo si dissolve tra le foglie mentre dall'unione arborea di terra e cielo si irradiano intime risonanze di conoscenze senza tempo. Vaga il pensiero tra gli intricati sensi della chioma che attinge energia dal sole in alto e delle radici che dalla terra assorbono nutrimento e sostanza per il bianco fluire della linfa . E il sentimento s'immerge nel processo del nascere e del vivere, mettere radici ed elevarsi, crescere e trasformarsi.

"Ci sono spazi nella mente dell'uomo pronti a ricevere cose che paiono troppo leggère per essere reali, come Bellezza, Amore, Armonia. Non eccitano i neuroni, non impegnano i recettori chimici. Suonano un altro Strumento. E quello strumento è l'immortale Noi che chiamiamo Anima." (dal vecchio della montagna)

mercoledì 7 dicembre 2011

Navajo

sabato, 28 aprile 2007

dai Navajo
Suoni nell'aria
Il cielo ripete fedelmente
ogni mio suono
e una nuvola lassù
echeggia le mie parole con dolcezza.
Se mi azzittisco, tutt'intorno
è il suono del mio villaggio.






 Canto del ritorno dopo una lunga assenza
Le nuvole indugiavano sul monte, scrosci di pioggia cadevano ai suoi fianchi,
e tutta la terra era splendida.
Ed egli disse alla sua terra: "Aqualani!" ("Salve a te!")
e una forte nostalgia l'invase
fino alle lacrime.
E così cantò:
"Quell'acqua che scorre,
la mia mente la sta attraversando!
Quell'acqua potente,
la mia mente la sta attraversando!
Quell'acqua antica,
la mia mente la sta attraversando!"


Un continuum sacro, un sentimento totale del mondo, animato e inanimato.  Lo spirito si avvolge in ogni particella dell'insondabile dimensione naturale di cui è parte. 

Il Lago Minnetonka

domenica, 22 aprile 2007

Minn-ni-tanka - Grande Acqua
Il Lago Minnetonka



Dalla mappa emerge una forma singolare per le molte articolazioni della costa (320 km) e delle numerose isole e penisole che creano baie grandi e piccole. E' il lago Minnetonka, uno dei diecimila laghi (li avranno contati bene?) di cui il Minnesota e' fiero, tanto da scriverlo dovunque, a cominciare dalle targhe automobilistiche. A poca distanza da Minneapolis - Saint Paul, in posizione Ovest - Sud Ovest rispetto alle Twin Cities. Dakota, Sioux, Cheyenne, Iowa and Ojibwa abitavano l'area intorno al lago, che loro "minn-ni-tanka" che significa " grande acqua"e da cui deriva Minnetonka.  Per loro i boschi lungo le coste erano luoghi di grande energia spirituale, dedicati anche alla sepoltura dei morti, ma soprattutto alla venerazione della natura, della Terra e dei grandi spiriti.
Oggi il cielo si e' rapidamente annuvolato, ma non abbiamo rinunciato all'avventura. Ci piacciono le nuvole e il cielo e ogni colore, compresi i grigi chiari e scuri con qualche sprazzo di celeste cinerino. Dalla barchetta il lago Minnetonka sembra ancora piu' imponente e degno di rispetto, anche per le onde simili a onde marine e per il colore cupo impenetrabile della superficie.






Poco dopo e' arrivata la pioggia, qualche goccia, molte gocce, un rovescio, e tanto vento. Si torna indietro velocemente. Sperimento per la prima volta che le gocce di pioggia, quelle delicate sfere leggere, possono diventare aguzze e pungere come spilli. L'avventura e' salva, e viene vissuta intensamente. A un tratto incontriamo un tuffolo (loon), l'uccello simbolo del Minnesota, animale riservatissimo e difficile da vedere. E' il primo a distanza cosi' ravvicinata: nuota tranquillo fra le onde e la pioggia, mostrando a tratti le bellissime screziature bianche (nella foto non si vede niente, tranne il capo, ma e' una foto ricordo).





Questa sotto e' la mappa usata per la navigazione. ...


MISSISSIPPI

domenica, 15 aprile 2007
 

MISSISSIPPI





Il ponte che porta ad Anoka e' vicinissimo. Qui siamo a poche centinaia di metri da casa: come attraversare la strada e mettere la barchetta nelle acque del grande fiume. Le sorgenti non sono lontane e l'ampiezza e' ancora a misura di Po.




Si risale la corrente a motore rombante e scia spumeggiante. Siamo soli, forse perche' fa ancora freddo. Qualche pescatore qua e la' sulle sponde, qualche bambino, una coppia di "morosi". Scambio di saluti a braccia alzate e roteanti.




Dopo qualche miglio il motore viene spento: sara' la corrente a riportarci a casa, nel massimo silenzio. Fantastico! Ora si vede il mondo che si increspa nelle lievi ondulazioni del vecchio fiume, come lo chiama affettuosamente l'indigeno. Ora si sentono le voci e i suoni degli abitanti del luogo.




Uno spazio di amori primaverili, dove uccelli vari volano o si posano o si immergono, ma tutti in coppia. Questo e' il posto delle aquile calve. C'e' un loro nido molto grande e molto in alto da cui spunta la testa tutta bianca di qualcuno che sembra proprio stia covando un tesoro. Con larghi giri vola intorno l'altra aquila che si posa su un ramo vicino.




Ed e' tutto un andare, nemmeno tanto lentamente, verso casa, subito dopo il ponte che porta ad Anoka, nello scorrere dell'acqua che la luce congiunge al cielo come tutto fosse un'unica rutilante sfera armonica.

Nuvole in Minnesota

martedì, 10 aprile 2007


Nuvole in Minnesota



moto ascendente ad libitum






In viaggio verso l'Iowa, nel cielo del Minnesota, sono apparse a me e a 'dolcetta' queste nuvole candide. La piu' grande, tanto immensa quanto leggera, sembrava fare l'imitazione di un tornado (qui di tornadi se ne intendono alla grande tutti quanti). Per miglia e miglia non hanno cambiato forma danzando impercettibilmente davanti a noi sulle pianure sconfinate, appena appena ondulate e non ancora verdi. Quel fanastico continuum a spirale ci sembra lo spirito della natura che si leva dalla terra per congiungerla al cielo, volute di velo bianchissimo verso un perfetto immobile azzurro di cristallo. L'aria e' gelida, nonostante la primavera, e non c'e traccia di foglie sugli alberi o d'erba sui prati, colorati dello stesso indefinibile marrone dell'autunno scorso. Dolcetta e io siamo estasiate dalla lunga meraviglia di colori e forme, e corriamo verso il grande Mississippi che nell'Iowa comincia ad avere dimensioni imponenti con i suoi meandri ampi e popolati di uccelli e castori. Natura e Spirito si compongono nei nostri pensieri che si volgono spoantaneamente all'Universo nella sua totalita' sconosciuta  e inaccessibile, ma intuita e desiderata.

domenica 4 dicembre 2011

Leggiadria gentile

giovedì, 27 aprile 2006

Leggiadria gentile




All'alba un volo verso Nord e poi una corsa verso Ovest per afferrare  il Sole. Con chiara levità si muove una piccola nuvola, tanto leggiadra e tanto gentile, da destare meraviglia e "intenerire il core".