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sabato 31 marzo 2012

martedì 25 marzo 2003






 

 
Noi sacrifichiamo all’immortale, splendente Sole

dai veloci cavalli. Quando la luce del Sole diventa

più calda, quando lo splendore del Sole diventa

più caldo, allora sorgono i celesti Yazata, a centinaia

e a migliaia: raccolgono la sua Gloria, si fanno tramite

della sua Gloria, versano la sua Gloria sulla Terra fatta

da Ahura, per accrescere le creature di santità, per

accrescere l’immortale, splendente Sole dai veloci cavalli.

AVESTA

giovedì 1 dicembre 2011

Shabe Yalda

martedì, 20 dicembre 2005

 
La Notte di Yalda





Shab-e-Yalda, in Persia, è la notte della nascita di Mitra,
il Dio Sole, che porta la luce, il bene e l'energia sulla Terra.


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Per i seguaci della religione di Zarathustra, in particolare, e per la gente persiana, in generale, è un tempo di gioia e di cortesia, di fiducia e di speranza, di forza e onestà, il cui simbolo è il fuoco.
"Yalda" significa "nascita" e la notte di Yalda, che coincide con il primo giorno del solstizio d'inverno, potrebbe chiamarsi Notte di Natale. E' il Natale per gli zoroastriani. E, siccome la notte più lunga dell'anno prelude al progressivo aumento della luce, la notte di Yalda simboleggia il trionfo del Dio Sole, Mitra, sulle tenebre.

Il culto del Dio Sole fu portato in Iran da migranti Arii e rimase come potente entità divina nei secoli successivi. Nell'età degli Achemenidi divenne una divinità fondamentale, come Ahura Mazda, Dio del Bene, e Anahita, Dea della Fertilità e dell'Acqua.

Imparai queste cose negli anni in cui vivevo in Persia. Si tratta di materia antichissima e amplissima, per la cui conoscenza occorrono testi religiosi, filosofici e storici. Stasera voglio solo parlare della mia esperienza personale in un Paese in cui all'epoca era possibile farla.
La notte del Solstizio d' Inverno sembra far parte di quello che Jung chiamava "l'inconscio collettivo", e infatti miti simili e talvolta quasi identici si trovano un po' dovunque. In Persia me la descrivevano come una notte di magia e di mistero, in cui vegliare raccontandosi vicende remote ed enigmatiche, tra gli affetti familiari e amicali, immersi nella luce delle candele e nei colori della frutta. Perché i frutti della terra sono il cibo di questa festa.



Photo


Rossa anguria con arance e mele e pere... e, soprattutto, la melagrana che è un frutto divino nello Zoroastrismo, perché nell'involucro della buccia ci sono tutti quei delicati rossi semi che mostrano l' unità dell'umanità.