Visualizzazione post con etichetta Spinoza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Spinoza. Mostra tutti i post

lunedì 5 dicembre 2011

Borges a Spinoza

giovedì, 13 luglio 2006

di Jorge Luis Borges
 SPINOZA
Las traslúcidas manos del judío
labran en la penumbra los cristales
y la tarde que muere es miedo y frío.
(Las tardes a las tardes son iguales.)

Las manos y el espacio de jacinto
que palidece en el confín del Ghetto
casi no existen para el hombre quieto
que está soñando un claro laberinto.

No lo turba la fama, ese reflejo
de sueños en el sueño de otro espejo,
ni el temeroso amor de las doncellas.

Libre de la metáfora y del mito
labra un arduo cristal: el infinito
mapa de Aquel que es todas Sus estrellas.

SPINOZA
Le traslucide mani dell'ebreo
sfaccettano nella penombra i cristalli
e la sera che muore è paura e freddo.
(Le sere alle sere sono uguali).

Le mani e lo spazio di giacinto
che impallidisce sul confine del Ghetto
quasi non esistono per l'uomo quieto
che sta sognando un chiaro labirinto.

Non lo turba la fama, quel riflesso
di sogni nel sogno di un altro specchio,
né il timoroso amore delle fanciulle.

Libero dalla metafora e dal mito
sfaccetta un arduo cristallo: l'infinita
Mappa di Colui che è tutte le Sue stelle.
Borges dedicò due poesie a Spinoza: Baruch Spinoza e Spinoza. Certo Borges amava Spinoza, e io condivido questo amore profondamente. 
Poesie di Borges a: Baruch Spinoza - Spinoza  - Joyce - Khayyam - Melville - Milton

Borges a Spinoza

martedì, 04 luglio 2006

di Jorge Luis Borges





Baruch  Spinoza
Bruma de oro, el Occidente alumbra
La ventana. El asiduo manuscrito
Aguarda, ya cargado de infinito.
Alguien construye a Dios en la penumbra
Un hombre engendra a Dios. Es un judio
De tristes ojos y de piel cetrina;
Lo lleva el tiempo como lleva el rìo
Una hoja en el agua que declina.
No importa. El hechicero insiste y labra
A Dios con geometria delicada;
Desde su efermedad, desde su nada,
Sigue erigendo a Dios con la palabra,
El màs pròdigo amor le fue otorgado,
El amor que no espera ser amado.
Baruch Spinoza
Bruma d'oro, l'Occidente illumina
La finestra. L'assiduo manoscritto
Aspetta, già carico di infinito.
Qualcuno costruisce un Dio nella penombra.
Un uomo genera un Dio. E' un giudeo
Tristi gli occhi e citrina la pelle;
Lo porta il tempo come porta il fiume
Una foglia nell'acqua che declina.
Non importa. Il mago insiste e scolpisce
Un Dio con geometria delicata;
Dalla sua malattia, dal suo nulla,
Continua a erigere un Dio con la parola.
Il più prodigo amore gli fu concesso,
L'amore che non aspetta di essere amato.


Amo Borges, amo Spinoza. La poesia, con la sua costellazione di metafore, allegorie e miti, me li rende entrambi nella combinazione alchemica del poeta che sogna il filosofo che genera un Dio.


"Deus sive Natura"





Poesie di Borges a: Baruch Spinoza - Spinoza  - Joyce - Khayyam - Melville - Milton