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domenica 11 dicembre 2011

Del Sublime

domenica, 16 novembre 2008

Del Sublime [5]
da Pseudo-Longino, Del sublime
XXXV 2 "Che cosa pensavano mai quegli spiriti pari agli dei, che mirando a ciò che vi è di più grande nell'arte dello scrivere, pure non si curarono in ogni luogo di una puntuale esattezza? Tra molte altre considerazioni, valga questa: che la natura ci ha giudicato non un animale dappoco e ignobile, ma introducendoci nella vita e nell'ordine universale come in una grande festa panegirica (perché fossimo spettatori di tutte le sue opere, pronti alla lotta, pieni di spirito di emulazione), subito ha generato nell'animo nostro irriducibile amore per tutto ciò che è eternamente grande e più vicino allo spirito divino in rapporto a noi. 3 Perciò, allo slancio della contemplazione e della riflessione dell'uomo nemmeno l'universo intero è sufficiente, ma spesso la sua immaginazione tende a valicare i confini del mondo che ci circonda; e se uno volga lo sguardo tutto intorno alla nostra vita, e consideri il ruolo preponderante che ha per noi in ogni cosa quel che è fuori dalla norma, il grande e il bello, ben presto scoprirà il motivo per cui siamo nati. 4 Per questo, spinti da una sorta di istinto naturale, ammiriamo, per Zeus, non i piccoli  corsi d'acqua, anhe se limpidi e utili, ma il Nilo, l'Istro o il Reno, e ancor più l'Oceano; né codesta fiammetta che abbiamo acceso (benché pura conservi la sua luce) ci sgomenta più dei corpi celesti, benché spesso si oscurino; né la consideriamo più degna di meraviglia dei crateri dell'Etna, le cui eruzioni portano su pietre e interi blocchi rocciosi dall'abisso, e talvolta rovesciano fiumi di quel fuoco nato dalla terra e che obbedisce solo alla sua volontà. 5 Ma da tutto ciò possiamo trarre la conclusione che quel che è utile e necessario è sì alla portata dell'uomo, ma solo quel che è inaspettato è in grado, in ogni momento, di suscitare la sua ammirazione."
Nel post successivo un esempio poetico eccelso: Il monte Bianco di Shelley.
*
1. Pseudo-Longino, Del sublime, §35, 2-3, BUR, pagg. 341-343.

venerdì 9 dicembre 2011

Del Sublime

martedì, 11 dicembre 2007

Del Sublime [3]
ΠΕΡΙ ΥΨΟΥΣ
Saffo ed Alceo a Mitilene, Lawrence Alma-Tadema (1881)
Pseudo-Longino e la poesia di Saffo
X. 1. [...] Così Saffo; le passioni che accompagnano il delirio amoroso, essa le ricava di volta in volta dagli effetti collaterali e dall'evidenza stessa. Ma dove essa dimostra la sua bravura? Quando ha la capacità di scegliere i più elevati e i più tesi di quegli effetti, e a connetterli tra loro: 2.
Mi sembra uguale agli dei
l'uomo che ti siede dinanzi
e vicino ti ascolta
   che dolce parli
e desiderabile sorridi. Questo
fin dentro il petto sconvolge il mio cuore:
appena ti guardo, la voce
   mi vien meno;
mi si spezza la lingua, sottile
improvviso il cuore mi corre sotto la pelle;
con gli occhi non vedo più nulla,
   gli orecchi mi rombano.
Mi cola il sudore, un tremito
mi prende tutta, e son più pallida dell'erba.
Già quasi vicino a morire,
   senza respiro io sembro.
Ma tutto bisogna sopportare, perché...
3. Non provi meraviglia come in una sola volta essa vada ricercando l'anima sua, il corpo, l'udito, la lingua, gli occhi, la pelle, quasi fosse a lei estranea e dispersa in ogni parte? Che in una sequenza di opposizioni essa geli e nel contempo bruci, sragioni e recuperi il senno (infatti essa è in preda all'angoscia, e poco manca che sia morta), in modo che una sola passione traspare in lei, ma un accavallarsi di passioni? Tutti i fatti come questi capitano a chi ama; ma la scelta, come ho detto, degli elementi più incisivi e la loro riunione in un medesimo quadro ha realizzato l'eccezionale. [...] 

Del Sublime

domenica, 09 dicembre 2007

Del Sublime [2]
ΠΕΡΙ ΥΨΟΥΣ
"quel che è straordinario conduce chi ascolta non alla persuasione, ma a uno stato di estasi"
Caspar David Friedrich_Luna nascente sul mare_1821
I. 3. [...] ciò che è sublime consiste per così dire nell'altezza e nell'eccezionalità del discorso [...] 4. Infatti quel che è straordinario conduce chi ascolta non alla persuasione, ma a uno stato di estasi: comunque ciò che provoca meraviglia con quanto mira a sbigottire l'ha sempre vinta sulla persuasione e su quanto vuol crearci piacere, poiché l'opera di persuasione dipende per lo più da noi, mentre quel che è straordinario, apportando al discorso una forza sovrana e invincibile, dall'alto domina l'ascoltatore. [...] Il sublime, invece, quando al giusto momento prorompe, riduce ogni cosa in briciole, come una folgore, e subito mette a fuoco, nella sua interezza, la forza dell'oratore. [...]
Pseudo-Longino, Del Sublime (I sec. d. C.) 

"Il sublime è l'eco di un alto sentire"

domenica, 02 dicembre 2007

Del Sublime [1]
ΠΕΡΙ ΥΨΟΥΣ


"Il sublime è l'eco di un alto sentire"

Turner_Snowstorm_1842

IX 1. Nondimeno, poiché la prima fonte del sublime (vale a dire una innata grandezza d'animo) ha, rispetto alle altre, il ruolo più importante, è necessario per quanto possibile - benché si tratti di un dono di natura piuttosto che di un qualcosa di acquisito - elevare le anime alla grandezza, e renderle abitualmente, per così dire, gravide di nobili slanci. 2. "In che modo?" potresti chiedermi. Ho scritto a un dipresso, anche in altro luogo: "Il sublime è l'eco di un alto sentire". Per questo talora il nudo pensiero, privato anche della parola, è ammirato per se stesso, a causa del suo alto sentire; si veda il silenzio di Aiace nella Nekya (Odissea, XI, canto dell'evocazione dei morti), grande e più sublime di qualsiasi discorso.
Pseudo-Longino, Del Sublime (I sec. d. C.)